A Line Made by Walking. Pratiche immersive e residui esperienziali in Fulton, Girardi, Griffin, Long 

05 giugno 2021 - 30 ottobre 2021

Inaugura il 5 giugno 2021 la mostra A Line Made by Walking. Pratiche immersive e residui esperienziali in Fulton, Girardi, Griffin, Long a cura di Jessica Bianchera, Pietro Caccia Dominioni e Gabriele Lorenzoni. Il percorso espositivo si snoda in quattro strutture castellari della Val di Non - Castel Belasi, Castel Coredo, Castel Nanno e Castel Valer - ponendosi come una mostra diffusa, apice di un progetto biennale realizzato con la collaborazione di Panza Collection, APT Val di Non e Urbs Picta.

Il titolo scelto dai curatori per questo progetto deriva da una celebre opera di Richard Long del 1967, A Line Made by Walking, una linea disegnata calpestando l’erba di un campo. 

Se il progetto, iniziato nel 2020 con un programma allargato di attività di avvicinamento ed espansione dei temi della mostra, indaga la relazione tra il viaggio come scoperta di un territorio ed esperienza estetica includendo anche spunti da ambiti affini a quello dell’arte, come il cinema, la musica e la letteratura, la mostra si concentra sulle ricerche di Richard Long, Hamish Fulton, Ron Griffin e Daniele Girardi, mettendo in luce e in dialogo diverse operatività artistiche che vedono l’attraversamento dello spazio come una pratica estetica permeabile e trasformativa: un atto che non ha come fine ultimo la modificazione fisica di un territorio ma che insiste sulla sua frequentazione, che non ha bisogno di lasciare tracce permanenti e arriva al primigenio rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale. 

Le ricerche dei quattro artisti si fondano sul concetto di esperienza dello spazio attraversato, e sulla volontà di recuperare una relazione più autentica non solo con la natura e il paesaggio, ma anche con il fare arte, andando a misurarsi con una dimensione ancestrale alla base della quale stanno il rapporto tra uomo e natura e un’idea di lavoro artistico come processo, di cui l’oggetto-opera non è che un residuo, una traccia dell’esperienza vissuta.

Fulcro della mostra è lo spazio tardo duecentesco di Castel Belasi- legato alla famiglia Khuen e riccamente decorato con affreschi del Cinquecento che richiamano il modello decorativo del refettorio del castello del Buonconsiglio di Trento. Il castello è stato sottoposto a recente restauro, grazie al quale sono state portate alla luce importanti decorazioni intorno alle porte dei saloni ed è stata svelata una facciata affrescata di notevole fattura. In questa sede si troveranno una selezione di lavori per lo più inediti di Long, Fulton e Griffin appartenenti alla Panza Collection, che ha una fruttuosa e lunga storia espositiva con il territorio trentino tra cui la prima mostra della collezione, risalente al 1996 presso Palazzo delle Albere (Trento) e The Panza Collection / Conceptual Artrealizzata nel 2010 al MART - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (il quale è anche titolare di un prestito quinquennale). Delle 21 opere in mostra a Castel Belasi solo 6 sono già state esposte, mentre 15 sono completamente inedite. Di queste 21, inoltre, 6 sono state parte della Collezione Guggenheim New York dal 1996 al 2003.

A Castel Belasi, sarà inoltre presentata una serie di lavori di Daniele Girardi,la cui ricerca dialoga in maniera particolarmente profonda con gli storici maestri, riuscendo a portarne avanti i presupposti secondo nuove linee di pensiero ed elaborazione formale. Per lo più inedite, le opere di Girardi selezionate per la mostra, includono un'installazione site specific che, oltre a rimandare al concetto di inaccessibilità dei territori esplorati, testimonia una modalità di ricerca che si nutre soprattutto di continua scoperta e di vita outdoor, frutto di una lunga e complessa gestazione in cui l’artista assorbe e accumula esperienza. 

 

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